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1 Gennaio 2014

Il primo Gennaio 2014 entra in vigore per tutti gli stati dell'Unione Europea la nuova direttiva sull'utilizzo sostenibile dei fitofarmaci in agricoltura.
I governi degli stati membri, dovranno regolare per tempo tali disposizioni, seguendo le indicazioni dell'Europa.
Tale direttiva è orientata a introdurre un uso più consapevole, e quindi moderato, dei fitofarmaci, applicandoli secondo il paradigma della necessità del campo piuttosto che del calendario.
Per raggiungere tale scopo, sarà necessario introdurre in campo dei sistemi di monitoraggio per decidere tempi e modalità di intervento e per poter effettivamente dimostrare la reale necessità dell'utilizzo del fitofarmaco.

La Direttiva

La direttiva europea, cui gli stati membri dovranno ispirarsi è la DECISIONE N. 1600/2002/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 luglio 2002 che istituisce il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, che può essere scaricata nelle varie lingue ufficiali al seguente link:
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32002D1600:EN:NOT

Ecco alcune parti salienti degli intenti della normativa:

[...] Il programma è inteso a garantire un livello elevato di protezione dell'ambiente e della salute umana nonché un miglioramento generalizzato dell'ambiente e della qualità della vita, indica le priorità per la dimensione ambientale della strategia di sviluppo sostenibile [...]

[...] È necessaria una maggiore conoscenza dei potenziali effetti negativi derivanti dall'uso delle sostanze chimiche e la responsabilità per quanto riguarda lo sviluppo delle conoscenze dovrebbe competere ai produttori, agli importatori ed agli utenti finali. [...]

[...] i pesticidi dovrebbero essere usati in modo sostenibile al fine di minimizzare gli impatti negativi sulla salute umana e sull'ambiente. I progressi realizzati verso il raggiungimento degli obiettivi ambientali devono essere quantificati e valutati. [...]

Il ruolo della agricoltura di precisione.

La nuova normativa trova un naturale alleato nell'agricoltura di precisione, intesa in primo luogo come conoscenza approfondita del proprio territorio e delle esigenze colturali.
Fare agricoltura di precisione significa evidentemente discriminare le diverse necessità legate alle singole colture, nei diversi momenti fenologici e sotto le specifiche condizioni ambientali; agire con interventi in campo conseguenti a queste specificità e a queste diversità, è il primo passo verso la sostenibilità ambientale.
Emerge chiaramente che un qualsiasi nuovo comportamento teso ad essere più efficiente, più rispettoso dell'ambiente, ovvero più sostenibile, ha alla propria base la conoscenza e quindi uno studio del proprio territorio. Un sistema di monitoraggio è sicuramente uno dei molteplici strumenti utili e, adesso, necessari per affiancare alla conoscenza basata sullo studio agronomico e sulla esperienza anche un insieme di informazioni indicative delle reali condizioni del campo e del microclima in cui si trova a crescere una certa coltura.

Perché VineSense e non una centralina meteo tradizionale

VineSense è stato progettato per esaltare e registrare le differenze esistenti all'interno di un appezzamento.
Le differenze di temperatura e umidità dell'aria sono talmente piccole da poter apparire insignificanti ai fini della difesa e quindi si potrebbe essere erroneamente indotti a credere che un dato medio registrato in un punto qualsiasi del campo sia indicativo per tutte le zone.
In realtà sono proprio queste piccole variazioni che possono portare ad avere la rugiada sulle foglie e avere condizione termiche idonee allo sviluppo delle patologie.
VineSense consente quindi di tenere sotto controllo questi parametri di rischio e permette di intervenire in campo con maggiore consapevolezza, applicando i trattamenti quando e dove risulti necessario.
VineSense non fornisce una media globale dei parametri misurati, bensì registra ed evidenzia le differenze nelle singole zone, tanto da calcolare i modelli di rischio di una patologia singolarmente per ogni sensore in campo.
Mettere il sensore in mezzo al campo significa soprattutto scegliere di mettere un sensore esattamente dove serve e dove può dare dei dati con il corretto significato: è inutile monitorare la temperatura e l'umidità dell'aria fuori dal filare, perchè le condizioni climatiche sono molto diverse e, viste le dimensioni, una stazione meteo non può andare oltre il palo in testa al filare.






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